FACCI TRE BIRRE!!

ThakaTani Asti Rugby Old

Il logo dei Thaka’Tani.

I ragazzi hanno finito l’allenamento e sono andati, ma noi ci fermiamo ancora un pò. Fuori, al lungo il Tanaro, c’è una nebbia che la puoi tagliare con il coltello.

Sembra la più vista delle scene in una club house, ma quei tre amici stanno per dare il kick off a una meravigliosa avventura. Attorno al tavolo ci sono Catti, Picca ed Enzo. È una sera dell’inverno del 2008.

Catti ha messo via gli scarpini da dieci anni, dopo tre lustri di spinte in prima linea. Ha sempre pensato che avrebbe continuato a fequentare i campi con il figlio che prometteva anche bene. Non poteva immaginare che la sfortuna una notte avrebbe vigliaccamente costretto Christian a passare la palla per l’ultima volta.

Picca viene dal football, ma americano. Lui dice che uno lo stendi anche se ha le protezioni, ma se si presenta in maglietta è più divertente. Quando non muove la matita da cui esce Dylan Dog porta il figlio a giocare e si chiede perchè non lo fa anche lui.

Enzo di giorno è un colletto bianco, di notte una maglia infangata. Ha appena smesso e si chiede perchè l’ha fatto. Nelle riunioni di lavoro non si può placcare alto. E lui ci soffre.

Inutile chiedere loro chi ha pensato che una avventura nella nebbia lungo il fiume non poteva che chiamarsi “a bordo Tanaro”, Thakatani in vernacolo astigiano.

Peggio ancora indagare su chi per primo ha avuto l’idea di mettere su una squadra Old.

Quando uno pensa che nulla sia rimasto nella memoria dei rossoneri, tenta l’ultimo pick and go e prova a domandare “con chi avete fatto la prima partita?”. La risposta è decisa e inequivocabile: “con degli altri”.

Da tre tipi così non poteva non germinare un gruppo straordinario. Trenta giocatori old, tirati su tra ex rugbisti (pochi), genitori di ragazzi delle giovanili, ex calciatori (pare sia guaribile, con il tempo), quarantenni che da decenni sognavano di provarci. In teoria un’Armata Brancaleone, in pratica un miracolo sportivo, grazie all’entusiasmo di tutti e alla competenza di Chris, l’unico vero professionista del gruppo.

Da allora i Thaka si allenano, giocano, bevono, si divertono come dei matti, fanno beneficenza e hanno creato anche una loro pagina social per tenere aggiornati tutti. Seguono il Sei Nazioni andando a giocare con qualche squadra Old locale, partecipano ai World Master Games arrivando al secondo posto con l’onore delle armi concesso dalla formazione del British Army che li ha fermati in finale.

Lungo Tanaro funziona così. E non chiedete mai a nessuno a chi è venuta l’idea, tanto non ve lo diranno mai.

Al più si riuniranno in cerchio per urlare insieme AHTHAKKA… TANIIIIIIII!!!

 

Share This